HDR: è davvero il peggiore dei mali per un fotografo?


Partiamo dal presupposto che in questo mio pensiero potrei essere di parte, perché appunto sono PRO-HDR.

Scrivo questo appunto, per ragionare con voi le motivazione che mi hanno spinto ad elogiare questa tecnica.

HDR

Approfondiamo meglio l’argomento:


Non so se ci avete fatto caso, ma ho messo in grassetto la parola “tecnica”; il motivo è che appunto di tecnica si tratta, e non di effetto… ma partiamo come al solito dall’inizio!

 

Cos’è l’HDR

HDR è un acronimo che significa High Dynamic Range che appunto in italiano è Alta Gamma Dinamica.

Se avete seguito gli altri post o avete un minimo di conoscenza tecnica, saprete che avere un’alta gamma dinamica, significa riuscire a catturare moltissimi valori di esposizione diversi.

Ad esempio se scattiamo una foto controsole, avremo quasi sempre: il cielo corretto ed il paesaggio sottostante nero, oppure il paesaggio correttamente esposto ed il cielo bruciato.

Avere un’alta gamma dinamica, significa riuscire a catturare tutti questi valori di esposizione per avere una foto senza zone nere o bruciate dove non lo vogliamo noi.

 

L’effetto HDR

Ho nominato la parola “effetto” perché molti considerano l’HDR un effetto creato in postproduzione che rende surreali le foto, dando un aspetto un pò cartonizzato e con un bagliore sui bordi dei soggetti. (di seguito un esempio di effetto HDR esagerato)

20140307181402__DSC5715-Modifica

 

In questo esempio ho preso una mia foto e l’ho esasperata con il pannello di regolazione “Viraggio HDR” di photoshop per farvi capire cosa intendo con effetto HDR (non avrei mai firmato un obbrobrio del genere 😀 )

In realtà l’HDR non è un effetto ma è una tecnica veramente utilissima specialmente per i paesaggisti, e consiste nell’effettuare più scatti a diverse esposizioni da unire con un programma di fotoritocco.

 

Perché utilizzarlo

La tecnica dell’HDR è interessante perché permette di colmare la lacuna formata dalla gamma dinamica nei sensori di oggi.

Un sensore comune, che sia APS-C o Full Frame, riesce a catturare una gamma dinamica pari a circa 14EV; il nostro occhio invece ne distingue ben 34EV (circa).

Viene da se che utilizzando questa tecnica, fondendo più scatti riusciremo a recuperare i valori d’esposizione perduti nel singolo fotogramma, riuscendo ad avvicinarci il più possibile a ciò che il nostro occhio percepisce.

 

I pareri contrari

Molti fotografi sono contrari a questa tecnica sia perché coinvolge un fotoritocco al pc (anche se le moderne fotocamere hanno anche la funzione nativa), e sia perché il risultato ottenuto non è un qualcosa che si può catturare con un singolo scatto.

Molti tornano anche al fattore pellicola: Affermano che su pellicola non si sarebbe mai potuto fare un discorso del genere.

Anche qui la verità sta nel mezzo: fin dai tempi della pellicola esisteva la doppia esposizione, che consiste appunto nella sovrapposizione di più scatti; anche questo alla fin fine può essere considerato un HDR se gli scatti vengono poi lavorati.

Come funzionava la doppia esposizione su pellicola? Semplice, bastava scattare una foto e successivamente bloccare la pellicola in modo che la macchina non vada a imprimere la foto successiva su un altro fotogramma, ma lavori sempre sullo stesso.

Ovviamente i risultati con il digitale sono migliori.

 

Ottenere lo stesso effetto senza post produzione

Si può ottenere l’alta gamma dinamica senza post produzione? La risposta è quasi sempre SI, ma i risultati non sono sempre come ci si aspetta.

Ad esempio se stiamo scattando una foto ad un oggetto controluce, anziché utilizzare la tecnica dell’HDR intesa come fusione di più scatti, possiamo semplicemente esporre per lo sfondo e utilizzare il flash per esporre l’oggetto in primo piano.

Se si tratta di paesaggi invece, possiamo utilizzare i filtri digradanti per diminuire di qualche stop, la luminosità del cielo.

Però ci sono alcune situazioni in cui la fusione di più scatti, è l’unica soluzione: Se ad esempio stiamo scattando una foto di un interno molto ampio, con grandi finestre, sicuramente avremo l’interno ben esposto e le finestre bianche.

A meno che non abbiamo un grosso quantitativo di luci flash o lampade potentissime, per avere sia finestre che interni con la giusta esposizione, dovremo fare sicuramente più scatti da unire in post-produzione.

 

Conclusioni

Tornando alla domanda iniziale, e cioè se l’HDR è uno dei peggiori mali per un fotografo, la risposta è NO… purché venga dosato in maniera tale da far sembrare la foto più naturale possibile.

Può capitare di fare una foto palesemente scenica per impressionare chi vedrà il nostro lavoro, ma bisognerebbe sempre evitare di esagerare.

Se l’HDR (che sia effetto su singolo scatto, o fusione di più scatti), viene utilizzato per creare foto che mostrino il mondo come lo vediamo ad occhio umano e quindi senza un’esagerazione dei parametri, penso che sia uno dei vantaggi migliori del digitale.

Se invece viene abusato per ottenere foto pseudo-artistiche dai dilettanti, allora non si farà altro che creare disprezzo per questa fantastica tecnica, che molto spesso può aiutarci a raffigurare ciò che immaginiamo nella nostra mente, e che sarebbe altrimenti irrealizzabile con gli attuali mezzi a disposizione.

 

Qui di seguito vi lascio una mia foto in HDR (fusione di 2 scatti manuali), nella quale il risultato finale è più o meno ciò che vedevo ad occhio nudo:

20140208181557__DSC5558  + 20140208181557__DSC5559
=

20140208181557__DSC5558-Modifica

 



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