[Corso di fotografia]: 8° lezione – Esposizione


Benvenuti in questa ottava lezione del nostro corso di fotografia.

Nella scorsa lezione abbiamo parlato di come sfruttare la prospettiva per scattare al meglio le nostre foto.

L’argomento di oggi invece è il cuore del corso di fotografia, e cioè l’esposizione.


Il termine esposizione, letteralmente può intendere il tempo nel quale il sensore viene colpito dalla luce, ma in gergo fotografico l’esposizione è la quantità di luce presente in una fotografia.

Ad esempio una foto con una quantità di luci ed ombre ben equilibrate si dice che è “esposta correttamente”; una foto con una quantità di luce troppo elevata e/o tendente al bianco puro, è detta “sovraesposta o bruciata”; una foto troppo scura invece si dice che è “sottoesposta”.

Quando scattiamo una fotografia impostando una delle modalità automatiche, la fotocamera tende a regolare automaticamente tutti i valori grazie ad uno strumento chiamato esposimetro.

Ma come funziona esattamente l’esposimetro?

L’esposimetro per quanto avanzato possa essere, non vede a colori ma bensì riesce a lavorare solo su una particolare tonalità di grigio chiamato “grigio 18%”.

Questo comporta che se noi andassimo a misurare l’esposizione su una superficie bianca, l’esposimetro non percepirebbe il bianco, ma un grigio sovraesposto. Viceversa, misurando su un nero, l’esposimetro percepirebbe un grigio sottoesposto ed andrebbe ad aumentare l’esposizione dell’immagine.

Questo può farci capire che non bisogna sempre dar retta al nostro esposimetro, ma bensì conoscere a pieno la nostra fotocamera e valutare la scena inquadrata.

In ogni caso, l’esposimetro può essere di 2 tipi:

Esposimetro a luce riflessa.

Questo esposimetro è comunemente contenuto nel corpo macchina (figura sopra), e misura i valori di esposizione mediante la luce riflessa sull’oggetto e percepita dal sensore apposito presente nella fotocamera.

Talvolta la misura rilevata da questo strumento può essere errata, ad esempio se si scatta su superfici molto chiare come la neve.

La lettura dell’esposizione, in questo caso, può avvenire nei seguenti modi:

  • Spot: Nella lettura spot l’esposimetro limita la lettura ad un’area ben precisa permettendo la selezione della zona dove effettuare la misurazione.
    È un sistema molto preciso e richiede esperienza per ottenere buoni risultati.
  • Media: La lettura media utilizza tutto il campo inquadrato e può produrre grossolani errori a causa di fonti di luce o zone d’ombra all’interno della scena.
  • Semi-spot: La lettura semispot è un aggiornamento della lettura media e utilizza due sensori che leggono la scena in modo diverso.
    Il primo utilizza la zona centrale e la seconda il resto, il processore si occupa poi di unire i risultati privilegiando la zona centrale.
  • Matrix: Il metodo multi-zona o matrix utilizza diversi sensori mediando i risultati con algoritmi di calcolo, in alcuni casi i risultati ottenuti sono confrontati con una serie di scene già memorizzate all’interno della fotocamera, per scegliere i parametri migliori. È il sistema più affidabile e avanzato.

Esposimetro a luce incidente (o luce diretta)

Questo esposimetro (figura sopra) è uno strumento esterno che, posizionato accanto o sul soggetto, misura il valore di esposizione direttamente tramite la luce che va ad incidere sulla sfera bianca dell’esposimetro, il che lo rende più preciso in quanto non ci sono difetti dovuti a cromatismi, riflessi, ecc…

 

Video

 
Bene, oggi abbiamo visto come vengono misurati automaticamente i valori di esposizione per permetterci di scattare foto senza essere dei fotografi professionisti.

Non perdetevi la prossima lezione, nella quale descriveremo i singoli parametri da impostare manualmente per esporre correttamente una scena.



2 Commenti

  1. […] 8° Lezione – Corso di fotografia – L’esposizione […]

  2. […] lezione precedente, abbiamo spiegato come la fotocamera regola automaticamente l’esposizione di una foto utilizzando […]

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