[Corso di fotografia]: 7° lezione – La prospettiva


Benvenuti in questa settima lezione del nostro corso di fotografia.

Nella scorsa lezione abbiamo parlato della giusta inquadratura da impostare per una corretta interpretazione di ciò che noi percepiamo quando scattiamo una foto.

Oggi vediamo come adottare le regole semplici della prospettiva per valorizzare un soggetto o mascherare le piccole imperfezioni dello scatto.


Iniziamo con l’andare a definire la parola prospettiva.

La prospettiva è un insieme di proposizioni e procedimenti di carattere geometrico-matematico che consentono di costruire l’immagine di una figura dello spazio su un piano, proiettando la stessa da un centro di proiezione posto a distanza finita.

Non ci avete capito nulla vero?? 😀

Detto in parole povere, la prospettiva è quel “meccanismo” che scatta nell’occhio e nel cervello che ci fa percepire la profondità delle forme, che ci fa distinguere i soggetti in primo piano da quelli sullo sfondo, e che ci fa intuire ad esempio l’imponenza di un soggetto rispetto al resto dell’inquadratura.

Molto spesso può capitare che scattando delle foto ai nostri amici, in alcune di esse il soggetto ripreso non rispecchia la realtà, risultando più grosso o più magro.

Questo è dovuto ad un errato posizionamento del fotografo che senza volerlo ha sfruttato una prospettiva errata.

Infatti, inquadrando un soggetto dal basso questo tende a sembrare più imponente, il che è giusto se si tratta di monumenti, ma che purtroppo rende più grosso il soggetto in caso di ritratti.

Prendiamo questo esempio:

Come possiamo notare la foto trasmette l’imponenza del duomo di Milano grazie ad una ripresa effettuata dal basso.

Nei ritratti questo andrebbe fatto sono in soggetti estremamente esili, altrimenti ne risulterà una foto con prospettiva sfalsata che non piacerà di certo al nostro cliente.

Al contrario, riprendendo un soggetto dall’alto, si tende a sminuirlo e quindi farlo diventare più magro in caso di ritratti.

Pensiamo ad una discesa: quando siamo in discesa, vedendo già la fine del percorso, anche se le nostre gambe sforzeranno (seppur di meno) nello scendere, la prospettiva percepita dal nostro cervello tende rendere questa situazione piacevole in quanto la distanza da percorrere sembrerà più breve.

Al contrario, percorrendo la stessa strada in salita: la prospettiva percepita dal cervello, trasmette un senso di imponenza alla strada che, seppur la distanza percorsa sarà identica, tende a far sembrare che il tratto non finisca mai affaticandoci anche mentalmente.

Naturalmente in fotografia cerchiamo di valutare bene il soggetto che abbiamo di fronte, non possiamo fotografare dal basso una persona con il doppio mento, come non potremo riprendere lateralmente una persona con naso molto pronunciato ad esempio.

Inoltre dobbiamo stare attenti a non ritagliare molto il soggetto da noi inquadrato.

Una persona inquadrata tagliando visibilmente le spalle, dà molto effetto “foto-tessera”.

Cerchiamo invece di allontanarci e inquadrare fin sotto ad entrambe le mani, o al contrario aumentare la focale e isolare la testa del soggetto, lasciando spazio equidistante dal collo e dai capelli.

In caso di ritratti in primo piano, è anche buona cosa far ruotare il soggetto in modo che le spalle non siano perpendicolari, in modo da ottenere una foto più spontanea.

In caso di monumenti o altri soggetti invece, cercate le pose più strane ed originali.
Questo vi permetterà di avere delle foto che raccontano le vostre emozioni nell’ammirare ciò che per voi è stato degno di meritare un vostro scatto, anziché il classico reportage dei luoghi che avete visitato.

 

Insomma divertitevi sfruttando una prospettiva diversa per realizzare foto che colpiscono veramente!!

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1 Commento

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