[Corso di fotografia]: 2° Lezione – Parametri d’acquisto


2° Lezione: Le caratteristiche tecniche per un buon acquisto

In questa seconda lezione parleremo delle caratteristiche tecniche di una fotocamera, e analizzaremo le quelle di maggior rilievo per la scelta della propria fotocamera.



Apriamo questo capitolo sfatando il mito del numero dei pixel. Il maggior numero dei megapixel non determina assolutamente la qualità di una fotocamera. La quantità di megapixel è appunto detta “risoluzione” e determina solamente la grandezza dell’immagine.


Prendiamo ora una scheda tecnica a caso da uno dei tanti siti web che vendono fotocamere, ed andiamo ad analizzare, seppur superficialmente per ora, i vari parametri che compongono una fotocamera.

  • Sensore: Il sensore è il cuore della fotocamera il quale immagazzina l’immagine da salvare.
    I tipi di sensore si distinguono in “CCD” e “CMOS“. Ormai le prestazioni di questi 2 tipi di sensori sono pressoché identiche anche se il CMOS viene usato quasi sempre in corpi professionali mentre il CCD nelle compatte.
    I formati che  troveremo più spesso sono 1/2.3”, 2/3”, APS-C usato dalle reflex entry-level, e full-frame usato dalle macchine a pellicola e dalle reflex professionali.
  • ISO: Il parametro ISO (ISO/ASA per le fotocamere a pellicola) contraddistingue la sensibilità del sensore alla luce (lo vedremo meglio successivamente).
    Una buona fotocamera dovrebbe avere una buona gamma di valori, dal 64/80 al 3200 almeno, anche se nelle compatte usare un ISO molto alto, significa dover eliminare quasi sempre lo scatto.
  • Stabilizzazione:  La stabilizzazione fa sì che le foto non abbiano quel fastidiosissimo effetto  “mosso” e può essere di 3 tipi. Digitale, Meccanica, Ottica.
    La stabilizzazione digitale è quella comunemente trovata nelle compatte, praticamente viene alzato il numero degli ISO automaticamente per far si che l’esposizione avvenga più rapidamente.
    La stabilizzazione meccanica invece si trova spesso nelle bridge, e consiste nel muovere meccanicamente il sensore interno in funzione dei movimenti rilevati ma in senso contrario, in modo da compensare lo spostamento.
    La stabilizzazione ottica si basa sullo stesso principio di quella meccanica, ma sono le lenti interne dell’obiettivo a muoversi.
    La stabilizzazione meccanica è adottata da produttori come Pentax e Sony che sostengono che avendo una stabilizzazione interna, si possono comprare obiettivi non stabilizzati e quindi risparmiare. Mentre marche come Canon o Nikon puntano su obiettivi stabilizzati e sensore fisso.
  • Zoom: Esistono 2 tipi di zoom, il digitale e quello ottico.
    Lo zoom digitale consiste in un interpolazione di pixel effettuata dal software della macchina.
    Praticamente la fotocamera ingrandisce l’immagine inventandosi i pixel e colorandoli facendo una media colore di quelli intorno. Il risultato è una forte perdita di qualità.
    Lo zoom ottico invece consiste nell’allontanare la lente esterna dell’obiettivo dalla prima lente vicino al sensore, questo permette di non avere perdite di qualità.Nelle fotocamere compatte e bridge, lo zoom lo troviamo sempre indicato con l’unità di misura dei “X” ovvero tramite il fattore di moltiplicazione.Negli obiettivi reflex invece vengono specificate le varie focali in millimetri (mm).Un buon acquisto per compatte e bridge è una fotocamera con zoom ottico e con un raggio di focali molto ampio, ad esempio una Fujifilm S2950 ha un obiettivo 28-504mm (504/28 = 18x di zoom ottico) il che gli permette un modesto grandangolo e un ottimo super-tele. (prossimamente la lezione sugli obiettivi)
  • Mirino e Display: Per quanto riguarda le compatte, sono quasi tutte senza mirino mentre le bridge spesso dispongono di un mirino EVF (Electronic View Finder) ovvero un mini LCD che visualizza il display nel mirino.
    Per le reflex invece abbiamo il penta-specchio o il penta-prisma, ovvero 2 sistemi di riflessione dell’immagine che dall’obiettivo finisce nel mirino. Il penta-prisma è il migliore in quanto più luminoso e permette di avere circa il 100% dell’immagine nel mirino.
    Non in tutte le reflex è possibile usare il display per scattare al posto del mirino. Questa funzione, in una reflex, è detta Live View.
  • Modalità di scatto: Le modalità di scatto sono i modi in cui una fotocamera può essere usata.
    Nelle compatte troviamo solitamente le “scene di scatto”, la modalità automatica, e la modalità Programma che permette di impostare anche il bilanciamento del bianco e l’ISO.
    Nelle Bridge e nelle Reflex invece troviamo anche le modalità “Priorità di Diaframma”, “Priorità di Tempi”, “Manuale”, e nelle Nikon la modalità “Guide” che permette di imparare ad usare la fotocamera senza avere il libretto di istruzioni.
  • Formato file immagine: Questo parametro indica in che formato saranno salvate le immagini scattate. Il formato universale è JPEG.
    In verità però il miglior parametro è il formato RAW (grezzo) che sarebbe come il negativo dello scatto e che permette di avere maggior flessibilità nella post-produzione con i software di fotoritocco e maggior qualità.
  • Tempo di scatto: Il tempo di scatto è in parole povere il tempo nel quale il sensore sarà esposto alla luce. Una buona fotocamera dovrebbe avere dei tempi che vanno da alcuni secondi ad alcune frazioni di secondo come 1/2000”.
    Le compatte purtroppo difficilmente superano tempi di 1/4 di secondo e non permettono l’impostazione manuale.
  • Apertura diaframma: Il diaframma regola quanta luce dovrà ricevere il sensore durante il tempo di scatto.
    Questo parametro si misura in “f” detti anche “stop”. Minore è questo parametro e più sarà l’apertura del diaframma.
    Una maggiore apertura indica che l’obiettivo è più luminoso di altri.
    Sulle reflex questo parametro cambia in base agli obiettivi.
    Approfondiremo meglio questo argomento nelle lezioni sull’esposizione.
  • Video ed  Autofocus: La maggior parte delle fotocamere ormai permette di registrare filmati, alcune anche in HD.
    I formati video più comuni sono il VGA (640×480), il formato DVD PAL (720×576), il formato HD Ready (1280×720) ed infine il formato Full HD (1920×1080).
    Per quanto riguarda l’autofocus, ovvero la capacità della macchina di mettere a fuoco il soggetto automaticamente, possiamo dire che ne esistono fondamentalmente 3 tipi:
    Quello “manuale” presente nelle reflex e gestibile dalla ghiera dell’obiettivo.
    Quello a “scatto singolo”, il quale va aggiornato di volta in volta premendo il pulsante di scatto a metà corsa.
    Quello “continuo” che procede automaticamente a regolare il focus quando l’inquadratura cambia.

Questi erano i parametri di scelta più diffusi per le fotocamere, speriamo di avervi indirizzato su un buon acquisto anche se la descrizione non era molto approfondita.

Seguite il resto del corso nelle prossime puntate, e per qualsiasi domanda usate i commenti del blog.

 

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2 Commenti

  1. […] 2° Lezione – Corso di fotografia – La scelta dei parametri […]

  2. […] Nelle precedenti puntate abbiamo visto “i tipi di fotocamere sul commercio” e “le caratteristiche per un buon acquisto“. […]

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