[Corso di Fotografia]: 19° Lezione – La post-produzione


Benvenuti nella diciannovesima lezione del nostro corso di fotografia.

Nella lezione precedente abbiamo parlato delle fotografie in studio ad oggetti.

In questa lezione parleremo della post-produzione: quando utilizzarla, come farla, e quali programmi utilizzare.


Questa è una lezione abbastanza teorica riguardo alla post-produzione, in quanto prima di applicare effetti ovunque, dobbiamo conoscere cosa vogliamo ottenere e dobbiamo cercare di non esagerare con saturazione o effetti.

Spesso sui social network troviamo album fotografici di ragazzine che si improvvisano fotografe professioniste con foto super-modificate e con effetti strani…
Se il vostro intento è questo… questa guida non fa per voi!!

Applicare un filtro o anche incrementare un parametro di una fotografia, è una scelta che va attentamente ponderata e bisogna che conosciate gli effetti di tale modifica.

Vi elenco ora i miei consigli fondamentali riguardanti la mia esperienza sulla post-produzione:

  • Non esagerare con la saturazione dei colori: Saturando i colori non solo rendiamo la foto molto “sfalsata” ma andiamo a rovinarne la qualità ottenendo il contrario di ciò che vorremmo.
  • Desaturazioni parziali solo con significato: La desaturazione parziale è una tecnica che consiste nel rendere tutta la foto in bianco e nero tranne un particolare che rimane a colori. Cerchiamo sempre di dare un significato a questa azione. Una mano in un giardino che coglie un fiore, dove solo il fiore è a colori, può indicare che si sta cogliendo il primo fiore di primavera dopo un inverno gelido ad esempio.
  • Non esageriamo con i filtri: Spesso troviamo plug-in o applicazioni online che modificano una foto in modo estremo; un esempio è Cartoonize your photo, che leviga i bordi del soggetto andando a rendere quasi incomprensibile ciò che si cerca di mostrare.
    Cerchiamo di avere sempre un comportamento professionale nel ritocco delle nostre foto ed applichiamo pochi filtri, quelli seri, come ad esempio una sfocatura di sfondo per emulare un bokeh, oppure un viraggio di tonalità per dare più colorito alla modella.
  • Raddrizziamo le foto: Può capitare spesso che anche usando un treppiede, ci escano foto con linee storte. A costo di ritagliare o riempire alcune zone, raddrizziamo sempre le nostre foto prendendo come punto di riferimento un qualcosa nella scena che sappiamo essere dritto. Evitate foto oblique e se abbiamo scattato in modo ampio, ritagliate osservando la regola dei terzi.
  • Non esageriamo con la riduzione del rumore: La riduzione del rumore tramite il parametro “luminanza” è molto utile ad abbassare la soglia del rumore digitale. Cerchiamo di non esagerare in quanto la nostra foto potrebbe acquisire un orrendo effetto acquerello e perdere molti dettagli.
  • Usate i comandi giusti: Equalizzate sempre i colori tramite bilanciamento del bianco, e preferite sempre le curve per correggere l’esposizione della foto anziché usare i vari parametri singolarmente. Meglio ancora se utilizzate i livelli di regolazione, che vi permettono di cambiare in ogni momento i settaggi impostati.
  • HDR sempre realistico: Cerchiamo di non esagerare in HDR con la gamma ed i dettagli. Un HDR è una foto ad alta gamma dinamica, quindi deve contenere la più alta gamma dinamica di colori, ma sempre nel modo più realistico possibile.

Programmi consigliati

I software che personalmente utilizzo sono 2, e fanno parte della stessa casa produttrice: La Adobe.

Il primo software da utilizzare è: Adobe Photoshop Lightroom

Lightroom è un software di gestione ed elaborazione fotografica professionale.
Il suo utilizzo permette una gran varietà di manipolazioni sulle immagini e ne consente non solo la modifica, ma anche la gestione.

Inoltre Lightroom si interfaccia con le fotocamere più diffuse in commercio e provvede automaticamente ad importare ed archiviare le foto del dispositivo, in cartelle nominate secondo i criteri da noi specificati, o addirittura comandare lo scatto remoto dal pc.

L’interfaccia di Lightroom, per l’uso basilare che dobbiamo farci noi, si può dividere essenzialmente in 3 parti: La libreria, lo sviluppo, e la stampa.

La libreria contiene tutte le nostre foto con tutte le modifiche fatte e tutta la cronologia di azioni (che non sparisce alla chiusura del programma).

Infatti Lightroom, quando modifichiamo un immagine, non va a salvare sul file originale, ma in un suo “catalogo” che contiene il riferimento alla foto originale e le modifiche fatte, annullabili e modificabili in qualsiasi momento.
In questo modo, se a distanza di giorni la foto da noi fatta in bianco e nero ci servisse a colori, ci basterà aprire il programma, selezionare la foto, ed annullare l’azione di desaturazione fatta giorni prima.

Inoltre esiste una funzione molto utile che permette di duplicare la nostra foto senza andare ad occupare spazio su disco fisso.
Con questa funzione, chiamata “copia virtuale”, possiamo duplicare la nostra foto solo virtualmente in lightroom ed applicare filtri e ritagli diversi, come se fossero 2 immagini a sé, senza salvare nulla su disco.
Successivamente possiamo decidere di esportarle singolarmente o solo stamparle.

Lo sviluppo  oltre a permettere di elaborare la nostra foto con tutti i parametri necessari alla correzione fotografica, offre numerose funzioni utili specialmente ai fotografi professionisti.

Troviamo dallo strumento righello, che automaticamente in base a 2 punti raddrizza e ritaglia la foto, allo strumento rimozione occhi rossi.

La parte della stampa invece contiene tutto il necessario a stampare la nostra foto, o una composizione di più foto.

Può  capitare però, che il solo Lightroom non ci basti. Il secondo programma consigliato è: Adobe Photoshop

Photoshop è forse il programma più conosciuto per il fotoritocco, e permette di interagire in modo più flessibile sulle foto, permettendo anche la creazione di fotomontaggi ed effetti particolari.

Una volta aperto Lightroom con le nostre foto, non c’è bisogno di salvarle ed aprirle con Photoshop, perché i 2 programmi comunicano perfettamente tra loro.

Vi basterà fare click destro sulla foto aperta in Lightroom e selezionare dal menu “Modifica In -> Photoshop”.
Il programma andrà ad importare automaticamente la foto in Photoshop pronta ad essere modificata.

Con Photoshop le regolazioni più diffuse dai fotografi sono:

  • Le Curve
  • Il Bokeh simulato
  • La Pulitura degli sfondi.

Le curve sono il primo strumento da utilizzare, e permettono di regolare non solo la luminosità ma anche le singole componenti RGB del colore.

Parlando del colore, sicuramente avrete spesso notato che esistono molti profili di colore che spesso vengono nominati da fotografi o nei software di fotografia.
I monitor, la stampante e le fotocamere usano degli appositi profili di gestione del colore per rappresentare le nostre immagini. Ognuno di questi profili tratta le immagini in modo diverso, visualizzando differenze davvero ampie di gamma dinamica e di colore tra un profilo ed un altro.

I profili più conosciuti ed utilizzati sono:

  • sRGB
  • Apple RGB
  • Adobe RGB
  • ProPhoto RGB

Ma tra questi quali scegliere?

Iniziamo a dire che questa lista è scritta in ordine di numero di colori supportati. Bene, allora usiamo l’ultimo che ha più colori! Eh invece no! Il discorso è molto più complesso…
Ci sarebbe da stare a parlare per ore, ma vediamo in parole povere cosa considerare e come scegliere:

In anzitutto dobbiamo controllare che profilo colore è impostato e supportato dal nostro monitor. Non possiamo fare foto con un ProPhoto RGB, quando poi il nostro monitor supporta massimo l’ sRGB.

Io personalmente utilizzo sRGB per tutto, perché perdendo una manciata di colori nelle foto, ne guadagno in compatibilità, perché quasi tutti i monitor sono tarati sull’sRGB.

Ebbene si, noi possiamo scegliere di scattare e visualizzare foto con una gamma di colori elevatissima, ma poi l’utente finale e l’utente web, come la vedrà? Questo è uno dei motivi per utilizzare sRGB.

Inoltre impostando un profilo colore per tutti i dispositivi, avremo meno problemi in fase di stampa, avendo foto con colori identici a ciò che viene mostrato sul nostro schermo.

Se poi state passando a livelli professionali allora vi consiglio di scattare in RAW con profilo ProPhoto RGB (ovviamente con un monitor che lo supporti), ed utilizzare questo profilo anche per la stampa. Infine convertire la foto in sRGB solo per l’esportazione per il web.

Ma torniamo ora allo strumento curve e vediamo come può esserci utile.

Le curve sono uno strumento fondamentale in Photoshop.

Come dicevamo prima, tramite questo strumento possiamo:

  • Modificare luminosità e contrasto interagendo con la curva stessa
  • Bilanciare i colori rimuovendo dominanti cromatiche (basterà selezionare i colori nero, grigio, e bianco tramite i 3 contagocce situati sulla sinistra dello strumento)
  • Lavorare su ogni canale di colore singolarmente per creare effetti speciali come il tono seppia o un bianco e nero artistico.

Un altro degli effetti che si possono applicare con photoshop è il Bokeh simulato.

Come spiegato nelle lezioni sul diaframma, il Bokeh consiste nel fotografare un soggetto, messo in risalto da uno sfondo molto sfocato.

Quando la fotocamera non ci aiuta, può farlo photoshop. Basterà duplicare il livello, sfocare il livello superiore tramite il filtro sfocatura. Dopodiché tramite l’uso delle maschere potremo mostrare il soggetto a fuoco del livello inferiore solo nelle zone in cui desideriamo.

L’ultimo utilizzo usuale di photoshop infine è la pulitura degli sfondi.

Può capitare a volte che nella foto alla nostra modella o al nostro oggetto, il telo bianco posteriore abbia fatto una grinza mostrando delle ombre non volute. Beh, armiamoci di pennello bianco sfumato e puliamo per bene le aree in cui ci sono elementi di disturbo.

VIDEO

Questo breve accenno ai programmi per la post-produzione è terminato, nella prossima lezione vedremo come modificare un ritratto per incrementare la bellezza del soggetto tramite photoshop.



4 Commenti

  1. […] 19° Lezione – Corso di fotografia – La post-produzione […]

  2. Fab77 ha detto:

    Ottima lezione!! L´intero corso è davvero perfetto. Mi sono destreggiato per qualche anno con un vecchio manuale del National Geographic ma non ne ho cavato mai molto. Mi aete fatto tornare voglia di riprendere in mano la macchina e darci un po´dentro! Presto sarò pure in grado di raccogliere le immagini migliori in un album fotografico, o perlomeno lo spero!!! 🙂

    • Stefano Venneri ha detto:

      Fa sempre piacere sentire di esser riuscito a coinvolgere qualcuno in una cosi bella passione come la fotografia.

      Aspettiamo con impazienza i tuoi scatti migliori, e grazie per l’apprezzamento! 🙂

  3. […] lezione precedente abbiamo introdotto i programmi più utilizzati e le principali tecniche di ritocco […]

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