[Corso di fotografia]: 10° lezione – Guida al flash


Benvenuti nella decima lezione del nostro corso di fotografia.

Nella scorsa lezione abbiamo visto come impostare manualmente i parametri della fotocamera per eseguire uno scatto ben esposto.

Oggi invece vediamo come utilizzare il flash senza avere risultati disastrosi.


Iniziamo col dire che esistono vari tipi di flash, ed ognuno ha i suoi vantaggi e le sue limitazioni:

Flash integrato (o pop-up flash).

E’ il classico flash equipaggiato su tutte le fotocamere digitali, permette di avere una scena abbastanza illuminata ed il suo lampo viene regolato automaticamente dalla fotocamera (salvo particolari eccezioni).

 

 

 

 

Esterni (o a slitta).

Sono flash esterni da acquistare separatamente e si fissano sulla slitta posta sopra il mirino ottico delle reflex. Vengono chiamati anche “cobra” per  via della forma assunta dal serpente, e possono essere regolati in inclinazione e potenza.

La potenza di questi flash si misura in NG (numero guida) con il quale si può misurare il diaframma da impostare per avere una foto correttamente esposta tramite la formula:  f/n = NG / m ovvero “numero guida” diviso la distanza del soggetto espresso in metri.

Ad esempio un flash NG30 per illuminare correttamente un soggetto posto a 3 metri da noi, dovrà essere accoppiato ad un diaframma f/10 (che siccome non è un valore standard può essere scelto tra f/8 ed f/11) misurato appunto con la formula: 30 / 3 = 10.

 

 

 

Flash a torcia.

Hanno le stesse caratteristiche dei flash a slitta, ma si fissano esternamente alla fotocamera e sono dotati di un elevata potenza assicurata da un’alimentazione separata.

Questo tipo di flash non viene sparato frontalmente sul soggetto, ma viene fissato su una staffa laterale che permette anche di evitare il fastidiosissimo effetto occhi rossi.

 

 


Flash da studio.

I flash da studio sono delle unità ad alta potenza e sono dotate anche di elettronica di controllo e sistema di raffreddamento.

Vengono utilizzate prevalentemente in studio per via delle dimensioni e del peso.

 


Flash anulare.

Questo tipo di flash viene fissato sull’obiettivo, e serve essenzialmente a scattare fotografie in modalità macro.

Viene usato questo tipo di flash, semplicemente perché in caso di riprese ravvicinate, un flash a slitta o un flash integrato, produrrebbe l’ombra dell’obiettivo montato, impedendo cosi una buona ripresa del soggetto.

Inoltre i flash esterni possono essere sincronizzati a scattare contemporaneamente tramite un comando di trigger che, quando non disponibile sul flash stesso, può essere acquistato separatamente e viene comandato con cavo o con un comando wireless.

 

 

 

Classificate ora le varie tipologie di flash, vediamo le modalità di utilizzo disponibili e come usarle:

  • Modalità automatica: In questo caso il flash viene azionato solamente se necessario,  il tutto viene regolato automaticamente dalla fotocamera.
  • Modalità Flash di Riempimento (Fill-in): Questa modalità può non essere presente nel menù della fotocamera, ma può essere utilizzata impostando il flash forzato, e viene usata per 2 scopi:
    Il primo è quello di dare una maggior drammaticità alla scena, che pur essendo ben illuminata, avrebbe un effetto che è molto usato dai fotografi.
    Il secondo modo di utilizzare questa funzione è quella di rischiarire le ombre. Ad esempio vogliamo scattare una foto di giorno con sfondo ben esposto ma il soggetto in primo piano risulta nero in quanto è in controluce? Utilizzando un flash di riempimento avremo uno sfondo ben esposto, ed un soggetto perfettamente illuminato dal flash.
  • Modalità Anti Occhi Rossi: Questa modalità è disponibile in 2 diversi modi d’uso.
    Il primo consiste in un doppio flash composto dal primo che permette alla pupilla di chiudersi, unito al secondo durante il quale la fotocamera scatta la foto. In questo modo l’occhio a pupilla chiusa abituatosi al primo flash, non riflette i capillari interni che provocano il fastidioso effetto occhi rossi.
    Il secondo modo, usato dalle reflex, constiste in una scarica di lampi molto veloci con la stessa funzione di chiudere la pupilla appena descritta, uniti ad un flash finale durante il quale la fotocamera scatta la foto.

 

  • Modalità Slow-Sincro: In questa modalità il flash viene sincronizzato a scattare subito prima della chiusura della seconda tendina dell’otturatore
    Mi spiego meglio: Solitamente il flash scatta all’apertura della tendina dell’otturatore, invece con questa funzione, il flash scatta non appena il tempo di esposizione è scaduto, ma poco prima che la seconda tendina (ovvero quella di chiusura dell’otturatore) venga fatta chiudere.
    Questa funzione permette 2 tipi di effetti:
    Il primo permette di illuminare i soggetti in controluce ma, a differenza del fill-in, si usa con tempi molto lunghi in quanto si usa di notte quando per avere una scena ben esposta si usano tempi anche di 30”.
    Il secondo effetto si usa per esprimere il movimento di un soggetto. Ad esempio se uno soggetto è in movimento, la fotocamera registrerà tutti i movimenti come scia, e dopodiché farà scattare il flash per bloccare il soggetto. Il risultato è quello di un soggetto perfettamente fermo, ma con scia di movimento sullo sfondo.

Come possiamo vedere, il tempo di esposizione ha creato una scia con le luci della macchina ed ha esposto correttamente lo sfondo notturno, dopodiché il flash ha fissato il soggetto (l’automobile) che infatti sembra ferma.

Video



5 Commenti

  1. […] 10° Lezione – Corso di fotografia – Guida al flash […]

  2. luciano ha detto:

    BUON GIORNO STEFANO,
    TI RINGRAZIO PER LA SOLERZIA ALLA DOMANDA CHE TI AVEVO POSTO…CONTINUA COSI’; A FARE DA VETTORE TRAINANTE PER QUESTO MERAVIGLIOSO HOBBY.
    CIAO

  3. […] nostra lezione sul flash abbiamo già spiegato come fissare un soggetto in movimento mostrando la sua scia notturna. Bene il […]

  4. […] scorsa lezione abbiamo parlato del flash e del suo utilizzo, oggi invece volevo farvi conoscere 2 tecniche da […]

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